Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli

Il Museo Piaggio nasce nel 2000 a opera della Fondazione Piaggio in collaborazione con il Comune di Pontedera per conservare la memoria storica dell’azienda che partendo con la Vespa dalla città di Pontedera ha fatto il giro del mondo.

Intestazione Piaggio & C.

Un po’ di storia

Le Origini

La storia della Piaggio ha più di un secolo di vita. Il primo nucleo dell’attività è legato alla lavorazione del legno. Il 5 settembre 1882 il cav, Enrico Piaggio acquistava un terreno a Sestri Ponente(GE) dove costruiva un deposito di legname che in breve diventò una bottega di falegnami, intarsiatori ed ebanisti.

Nel 1884, Rinaldo Piaggio, il figlio, fondò la Società Rinaldo Piaggio che produceva arredamento navale e a inizio secolo cominciò la produzione di carrozze ferroviarie.
In pochi anni l’attività si espanse anche nel settore aeronautico aprendo nuovi stabilimenti a Finale Ligure e a Pisa nel 1917.

Fra le due guerre

Durante la Grande Guerra l’azienda era diventata uno dei più importanti gruppi europei nel settore delle costruzioni aeronautiche, ferroviarie e nell’arredamento di piroscafi e transatlantici, costruiva i motoscafi antisommergibili MAS, aeroplani e idrovolanti inizialmente su licenza Ansaldo, Macchi, Caproni e Dornier e in seguito su disegni della stessa Piaggio.

MAS in navigazione
Motoscafo dragamine 1917

Nel 1924 nasceva lo stabilimento di Pontedera che insieme a quello di Pisa erano dedicati alla costruzione di aerei e motori. Negli anni ’20 la produzione culminava nella costruzione del quadrimotore P108.

il P108 in volo
Quadrimotore P108

Alla morte di Rinaldo(1938) la direzione dell’azienda veniva ripartita tra i figli Armando che avrebbe guidato gli stabilimenti liguri e Enrico al quale competevano quelli toscani.

Durante la seconda guerra mondiale lo stabilimento di Pontedera venne completamente distrutto. Enrico Piaggio decise di abbandonare la produzione aeronautica anche se le poche scorte di magazzino comprendevano solo pezzi di ricambio per il P108.

La nascita della Vespa

Già nel 1944, Enrico Piaggio aveva commissionato un progetto per la produzione di un mezzo a due ruote e di largo impiego nel futuro dopoguerra. Il “Paperino”, così si chiamava il prototipo presentato dall’ingegner Renzo Spolti, però non piacque. Nel 1945 fu chiamato l’ingegnere Corradino D’Ascanio alla progettazione del nuovo prodotto.

Il primo progetto "Paperino"
Twice25, Biella-MP5 Piaggio Paperino, CC BY-SA 3.0

D’Ascanio non amava le moto, il volo era la sua passione, in particolare il volo verticale e il suo progetto di elicottero, ma era un uomo geniale.

Elicottero PD4
Prototipo del PD4 costruito a Pontedera 1952

Quando presentò il prototipo del suo progetto, Enrico Piaggio esclamò “Sembra una vespa!” alludendo alla sua originale linea. Oltre al suo design, il progetto era completato con un motore derivato da un motorino d’avviamento e con le ruote del carrello di un aereo, il P108.
Era nata la Vespa.

La prima vespa
Vespa 98, 1946

Il Museo Piaggio

Il Museo è intitolato a Giovanni Alberto Agnelli, già presidente dell’azienda e scomparso prematuramente nel 1997.

E’ situato in un ex spazio produttivo-industriale, l’attrezzeria, riconvertito in area espositiva di 3000 metri quadri.

La ricostruzione della memoria della Piaggio è affidata alle collezioni Vespa, dai prototipi del 1945, alle leggendarie Montlhery e Siluro, alla Vespa 946 Armani.

Con Gilera si va dalla moto VT 317 del 1909 alla RC600 Parigi-Dakar del 1991.
Il tutto accanto ai più significativi prodotti di Piaggio come i motori aeronautici degli anni Trenta, una locomotrice ferroviaria del 1936, l’aereo P148 del 1951, l’Ape, il Pentarò, il Ciao, gli scooter di ultima generazione come l’MP3.

Archivio Storico Piaggio


Inoltre, un ala del Museo è interamente dedicata all’Archivio Storico che, tramite i vari Fondi e Archivi Aggregati, ricostruisce tutta la storia del Gruppo dal lontano 1882 ai giorni nostri.

Nel 2018 lo spazio espositivo è passato dai 3000 mq a 5000 mq che rendono oggi il museo ancora più ospitale per gli eventi culturali che vengono associati periodicamente.

In più la mostra è stata arricchita dai modelli di altre due controllate dal Gruppo Piaggio, Moto Guzzi e Aprilia.

Breve tour del museo