Il “Diritto di Contare” è un film del 2016 diretto da Theodore Melfi. In realtà il suo titolo originale è Hidden Figures ed è tratto dall’omonimo libro di Margot Lee Shetterly. Ho da poco visto questo film e ne sono rimasto molto impressionato, non tanto per la sua qualità, peraltro ottima, ma dalla determinazione di tre donne di colore che si sono fatte spazio in un mondo dominato da maschi bianchi nell’America dei primi anni ’60 dove la segregazione razziale era ancora vigente.
Tre donne nere alla NASA



Il “Diritto di Contare” è basato su una storia vera e narra la vita e la realizzazione di tre donne afroamericane brillanti e straordinarie: Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Queste donne lavoravano alla NASA durante gli anni ’60, un periodo di tensioni razziali e di lotta per i diritti civili negli Stati Uniti.
Katherine Johnson era una matematica e calcolatrice che giocò un ruolo cruciale nei calcoli necessari per le missioni spaziali, incluso il calcolo dell’orbita per il primo volo spaziale umano in orbita da parte di John Glenn. Dorothy Vaughan era un’esperta di programmazione e informatica che contribuì alla transizione della NASA dai calcoli manuali ai computer. Mary Jackson fu la prima ingegnera afroamericana della NASA e contribuì alla progettazione delle capsule spaziali.
Una Storia poco conosciuta
Non molti sanno del contributo che hanno dato le donne afroamericane ai primi progetti della Corsa allo Spazio fra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica nei primi anni 60.
Nei primi anni ’50 a Hampton in Virginia, stato segregazionista, nel Langley Reserch Center della NACA, si era formata una divisione chiamata West Area Computers alla quale partecipavano numerose donne afroamericane (le “Colored Computers”) che elaboravano e calcolavano manualmente i dati che venivano loro forniti. La Vaughan supervisionava questa divisione, senza alcun riconoscimento, alla quale prendevano parte anche la Johnson e la Jackson.
La nascita della NASA
Nel 1958 la NACA diventa NASA e le cose, almeno lì, cambiano e il regime segregazionista sparisce in quelle strutture. Per queste donne inizia un percorso di emancipazione nel quale ricopriranno importanti cariche nei progetti di conquista dello spazio e poi della Luna.
La Johnson calcolerà i dati delle missioni Mercury e Apollo, la Vaughan dirigerà la prima divisione computerizzata della NASA e la Jackson diventerà il primo ingegnere donna della NASA.


Una storia di emancipazione
Il film racconta le sfide che queste donne affrontarono a causa del loro genere e del colore della loro pelle in un ambiente dominato dagli uomini bianchi, ma sottolinea anche il loro coraggio, la loro determinazione e le loro straordinarie capacità che hanno contribuito in modo significativo alla corsa spaziale americana.
Alla fine, ho apprezzato “Il Diritto di Contare” per la sua narrazione ispiratrice e per aver portato alla luce una parte meno conosciuta della storia della NASA e delle donne che vi hanno contribuito in modo così importante.
La Speranza è quella cosa che rimane viva anche quando tutto sembra perduto