Oggi è il settantottesimo anniversario dello Sbarco in Normandia avvenuto il 6 Giugno 1944. Episodio decisivo nell’evoluzione della II Guerra Mondiale.
D-Day, Giorno Più Lungo, è stato definito in molti modi questo episodio della nostra storia. Il 6 Giugno 1944 fu il giorno della svolta, a Occidente, per la definitiva sconfitta del nazismo in Europa.

La situazione bellica
Nel 1941, la Germania di Hitler, dopo aver occupato la Polonia, la Cecoslovacchia, la Francia e, con l’aiuto del Regno d’Italia fascista, i Balcani, aveva intrapreso l’invasione dell’Unione Sovietica. Nessuno sembrava in grado di fermare il rullo compressore nazista.
La Germania era così sicura del successo che nel Dicembre di quell’anno dichiarò guerra anche agli Stati Uniti che il 7 Dicembre era stato attaccato dal Giappone a Pearl Harbor.
Gli Stati Uniti, con Roosevelt, decisero di dare la priorità al teatro europeo pur intervenendo in Estremo Oriente contro il Giappone. Dal 1942 cominciò l’afflusso di soldati e armi verso il Regno Unito aiutando gli Inglesi nell’Africa Settentrionale e progettando un’invasione dell’Europa che aprisse un fronte occidentale anche per andare in soccorso dei Sovietici che stavano fermando i Tedeschi a Stalingrado.

Dopo varie vicissitudini fu designato il comandante in capo delle operazioni nella figura del generale Dwight Eisenhower, americano, che veniva coadiuvato dal generale inglese Bernard Montgomery.
Fra il 1942 e il 1944 affluirono nel Regno Unito circa 1,5 milioni di soldati americani che si stabilirono a sud dell’isola. L’operazione fu organizzata nei minimi particolari. Fu deciso quale fosse la migliore zona di approdo e fu scelta la costa della Normandia vicino alla penisola del Cotentin dove era situato il porto di Cherbourg e alcuni siti di atterraggio sempre nelle vicinanze. Si previde anche di collegare le coste conquistate con due oleodotti per rifornire di carburante i mezzi che sarebbero stati a disposizione una volta acquisito il territorio.


Un nuovo fronte
Restava ancora il problema di distogliere parte dell’esercito tedesco dal fronte orientale. La preoccupazione dello sbarco in Francia non pareva rappresentare una minaccia visto che il Fuhrer aveva fatto costruire il Vallo Atlantico, fortificazioni sulle coste che andavano dalla Francia alla Norvegia.

Il 9 Luglio 1943 gli Alleati, dopo aver sconfitto le forze dell’Asse in Africa, sbarcano in Sicilia. Nonostante l’intervento tempestivo di alcune divisioni tedesche, dopo 38 giorni la Sicilia era passata in mano agli Alleati. Il 25 Luglio cadeva il fascismo in Italia. Hitler vista la minaccia dirottò il 20% delle truppe dal fronte Orientale verso l’Italia allentando la resistenza contro l’Armata Rossa che, dopo Stalingrado, avanzava verso Berlino.
Operazione Neptune
Così fu nominata l’operazione aeronavale di invasione della Normandia. Dopo alcune esperienze fallimentari di sbarco sulle coste francesi (Raid su Dieppe) che comunque servirono per migliorare le tecniche di sbarco dei mezzi e dei soldati in modo più efficiente, i preparativi erano finiti e tutto era pronto per lo sbarco. Dai primi di Giugno 1944 l’alto comando si riuniva 2 volte al giorno per stabilire il giorno d’inizio. Il 4 Giugno alle 4 di mattina ci fu l’ultima riunione, per il 5 le previsioni non erano buone ma il giorno successivo sarebbe stato possibile lo sbarco. Il 6 Giugno 1944 era il D-Day.

6 Giugno 1944
L’operazione di invasione cominciò alle 6:30 sulle spiagge denominate in codice Utah e Omaha assegnate alle truppe americane. Alle truppe inglesi furono assegnate le spiagge di Sword (ore 7:20) e Gold (ore 7:25), i canadesi, infine, sbarcarono a Juno Beach (ore 7:30).


In totale, quel giorno, sbarcarono circa 156 mila uomini. Circa 6 mila persero la vita, la maggior parte a Omaha (ca 4000) dove trovarono un’intera divisione tedesca ad aspettarli. Altri 24 mila uomini erano stati paracadutati nelle linee interne per dare appoggio alle truppe sbarcate e prendere contatti con la resistenza francese che aveva già avuto un ruolo importante di aiuto all’invasione. Per i paracadutisti le cose non erano andate bene e persero più di 7 mila uomini.

La strada era aperta, sarebbero affluiti più di 2 milioni di soldati nell’Europa continentale.

Alla fine della giornata gli alleati erano sul suolo francese. Non tutto era andato secondo i piani, ma si apriva un nuovo fronte e la strada era aperta per ricacciare i tedeschi da dove erano venuti. La speranza di una vittoria sul nazismo era molto più reale di prima.

Fonte e repertorio fotografico Wikipedia.it e Wikipedia.en.