Migranti e Trasmigratori

Negli scorsi giorni si è molto parlato di migranti, di come arginare il loro arrivo, di quali provvedimenti prendere nei loro confronti e soprattutto di come li consideriamo noi italiani, popolo di “trasmigratori” come ci definisce una nota frase proveniente dal ventennio fascista.

Emergenza Migranti.

L’11 aprile 2023 il governo Meloni dichiara lo stato di emergenza riguardo agli sbarchi di migranti sulle coste italiane. Dopo aver limitato l’azione di ricerca e salvataggio delle navi delle Associazioni no profit che navigano in quelle acque del Mediterraneo, i “barchini” approdano a Lampedusa in quantità veramente consistenti.

Le poche navi autorizzate dal governo a soccorrere e imbarcare i migranti non bastano ad arginare gli arrivi diretti dei cosiddetti “barchini”.

Bisognerebbe ricordarsi che in passato ci sono stati numeri analoghi a quelli di oggi. Nel triennio 2014-2016 si sono contati più di 500.000 arrivi dalle coste Nordafricane. Non è mai stata dichiarata alcuna emergenza nonostante la criticità della situazione.

Arrivo a Messina di migranti eritrei. 2015

Provvedimenti sconsiderati.

Dopo aver limitato l’azione delle navi ONG e instaurato l’emergenza sbarchi, questo governo si è sentito legittimato a prendere provvedimenti propagandistici che poco hanno a che fare con la risoluzione di questo complesso problema.

Anche il cosiddetto Decreto Cutro non si occupa minimamente della gestione di un fenomeno che è e rimarrà strutturale anche per gli anni a venire. Rende semplicemente più complicata e difficile le vita di chi arriva in Italia dal Nordafrica o dai Balcani.

Il piano è quello di istituire Centri di Permanenza e Rimpatrio( veri centri di detenzione) in tutte le regioni italiane per segregare più immigrati possibile.

Clandestini?

Il termine non esiste né nelle definizioni internazionali né nel diritto dell’Unione europea. Si è diffuso in Italia da quando la legge Bossi-Fini ha introdotto alcune disposizioni contro le immigrazioni clandestine. Si distingue dalla migrazione irregolare in quanto riguarda solo coloro che abbiano violato le regole sull’ingresso nel territorio e non abbiano alcun titolo legale per rimanervi. Dunque non riguarda né i richiedenti asilo né chi l’asilo l’ha ottenuto. (Fonte Open Polis)

Quanti sono gli stranieri in Italia?

Gli stranieri residenti in Italia al 31/12/2022 risultano 5.050.257 ( Dati ISTAT Stranieri residenti al 1° gennaio (istat.it) )

In Europa, nel 2021, eravamo al 12° posto in quanto a percentuale di stranieri sul totale della popolazione con l’8,7% a pari merito con la Svezia.

Percentuali di presenze di stranieri nei paesi UE 2021

Italiani, popolo di “trasmigratori”.

Sbarco di migranti italiani nel porto di Santos(Brasile)1907

Non per fare polemica demagogica, ma solo per rinfrescare la memoria.

Come recita quella scritta posta in cima a Palazzo della Civiltà, anche noi italiani abbiamo avuto qualche esperienza di “trasmigrazione” in molti paesi del mondo.

Nel 1880 il New York Times parlava degli italiani immigrati definendoli “promiscua feccia sporca, sventurata, pigra, criminale dei bassifondi italiani”.

Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco in manette(1923)

In altre parti del mondo non andava meglio. Negli anni ‘50 del secolo scorso era facile trovare fuori dai pubblici esercizi di Svizzera, Germania, Francia o Belgio cartelli che vietavano l’ingresso agli italiani, talvolta associati ai cani.

La “trasmigrazione” italiana.

Dalla nascita del Regno d’Italia(1861) al 1985, gli italiani che sono emigrati nel mondo sono circa 29 milioni. Di questi, hanno fatto ritorno in Italia poco più di 10 milioni. Circa 19 milioni sono rimasti all’estero.(vedi sotto)

A oggi, nel mondo, si contano dai 60 agli 80 milioni di “oriundi” ovvero cittadini di altre nazioni che hanno discendenza da Italiani che sono immigrati nelle diverse epoche.

Ma quanti sono oggi gli Italiani all’estero?

Dall’inizio del nuovo millennio è iniziata una nuova fase migratoria dei nostri connazionali. Meno eclatante delle precedenti, ma comunque cospicua e che andrebbe presa più in seria considerazione.

Dall’inizio degli anni 2000 si sono succeduti diversi periodi di crisi che hanno portato la popolazione italiana ad andare all’estero per cercare opportunità migliori di quelle che potevano avere in Italia.

L’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, nel 2000 rilevava la presenza di 2.323.000 italiani all’estero, alla al 31/12/2021 risultano essere 5.806.068. ( dati AIRE Anagrafe degli italiani residenti all’estero (A.I.R.E.) – INT00041 ed. 2022 ).

La “Fuga di cervelli”.

Nel decennio 2011-2020 sono 980 mila gli italiani e italiane che si sono trasferiti all’estero. Almeno 250.000 di queste persone ha un titolo di studio pari o superiore alla laurea. Evidentemante il nostro paese risulta essere poco attrattivo per i laureati che cercano opportunità migliori andando all’estero.

Fondamentalmente, gli italiani che migrano, sono migranti “economici” che cercano opportunità di lavoro oppure cercano luoghi dove il costo della vita è inferiore a quello dell’Italia(vedi pensionati).

Nel 2019 il Ministero dell’Istruzione, per bocca del suo ministro, Lorenzo Fioramonti, ci ha informato che ogni laureato, per la sua formazione, rappresenta un investimento 250 mila euro, se resta in Italia.

Se ne può dedurre che in un decennio si sono buttati 62,5 miliardi di euro solo per farci fare concorrenza dai paesi in cui sono andati a lavorare i nostri laureati.

Tornando agli “sbarchi”.

Al 31 ottobre di quest’anno il rapporto del Ministero degli Interni ci racconta che sono arrivati 144.039 migranti dalle coste del Nord Africa. cruscotto_statistico_giornaliero_31-10-2023.pdf (interno.gov.it)

Rispetto allo scorso anno c’è stato un incremento di quasi il 70%.

E pensare che il nostro Presidente del Consiglio ci aveva promesso una cospicua diminuzione degli arrivi con fantastiche ricette.

Praticamente pura aria fritta a solo uso e consumo della propaganda politica per essere eletta a guidare il nostro paese.

Dal 2012 a oggi sono arrivati via mare circa 1.066.000 migranti. A questi vanno aggiunti quelli che arrivano dalla cosiddetta rotta balcanica sui confini nord orientali del nostro paese.

Non è facile trovare in rete informazioni su questi flussi anche perché pare che non sia una vera e propria priorità del Ministero degli Interni che non fornisce dati su questo aspetto.

Migranti giunti via mare dal 2012 al 31/10/2023

E i 35 euro?

Ancora oggi si sente parlare dei famosi 35 euro che dovrebbero percepire i migranti. I nostri governanti non fanno nulla per smentire questa balla colossale.

Innanzitutto anche al “tempo dei 35 euro” gli immigrati percepivano giornalmente 2,5 euro mentre il restante serviva per il loro sostentamento e assistenza.

Con il Decreto Salvini, dal 2018, le cose sono cambiate nel modo che segue in queste infografiche.(fonte Money.it)

Oggi, a parte il fatto di continuare a ricevere giornalmente i 2,5 euro, i migranti che giungono sulle coste italiane e che sarebbe meglio definire come “richiedenti asilo” non avranno più a disposizione quelle prestazioni essenziali per una minima integrazione nel nostro territorio.

Il fenomeno migratorio

Il fenomeno migratorio è un evento che coinvolge tutto il Pianeta.

Secondo il Rapporto sulle migrazioni mondiali 2022 dell’International Organization for Migration, i migranti internazionali nel mondo sono 281 milioni.

I paesi più ricercati dai migranti sono gli USA, la Germania, l’Arabia Saudita, la Federazione Russa, la Gran Bretagna e gli Emirati Arabi Uniti. Questi paesi accolgono circa 110 milioni di stranieri.

L’Italia ha più o meno tanti residenti stanieri quanti italiani residenti all’estero. Tanto è vero che, nonostante il saldo demografico negativo, riusciamo a mantenere una popolazione abbastanza stabile. Siamo dunque un paese che ha tanti migranti quasi quanti “trasmigratori”, ma il nostro governo si preoccupa più di fermare gli arrivi trascurando del tutto le ragioni delle tante partenze.

Soprattutto, in buona sostanza, cercare di fermare l’immigrazione è un po’ come cercare di fermare il vento con le mani.

L’Italia, frontiera d’Europa.

Il nostro paese, per la sua posizione geografica in mezzo al Mediterraneo, è una delle mete più utilizzate dalle popolazioni che partono dal nord Africa e non solo.

Molti arrivano sulle coste della Libia e oggi anche della Tunisia partendo dal Sahel, la fascia di paesi a sud del Sahara. Paesi tutti classificati fra i 25 più poveri del mondo e attraversati, peraltro, da vicende politiche drammatiche.

Giungono sulle coste del Nord Africa dopo viaggi che durano mesi rischiando la vita per poi rischiarla di nuovo attraversando il Mediterraneo Centrale.

Secondo l’UNHCR, dal 2013 a oggi, nella porzione di Meditterraneo che interessa gli sbarchi verso l’Italia ci sono stati più di 21.000 morti.

Queste sono le drammatiche condizioni di chi arriva sulle coste italiane che non solo sono la frontiera italiana ma la frontiera europea. Queste persone vengono in Europa visto che almeno il 75% richiede di andare in altri paesi europei.

La Guerra ai migranti.

In questo quadro l’attuale governo, che aveva promesso di risolvere il problema degli sbarchi, ha visto, al contrario, un aumento degli sbarchi e con vari provvedimenti ha prima cercato di arginare l’afflusso obbligando le navi ONG a diminuire l’entità dei soccorsi per poi dirottarli su porti sparsi su tutte le coste italiane diminuendo la loro efficacia nella raccolta dei naufraghi.

Altro provvedimento che ha ristretto i parametri dell’accoglienza tagliando alcune norme sulla protezione speciale, incentivando quindi le espulsioni.

Infine ha statuito una sorta di cauzione per coloro che provengono dai “paesi sicuri” affinché non siano rinchiusi nei Centri per il rimpatrio. Norma già sconfessata da diversi tribunali che hanno giudicato il provvedimento illegittimo.

Tutto questo viene a rendere ancora più rigido quello che già era stato stabilito nel Decreto Salvini del 2018.

Insomma, la guerra ai migranti iniziata da Salvini nel 2018 ha ripreso vita oggi con il governo Meloni.

Conclusioni

La situazione italiana, dunque, vede da una parte un afflusso di migranti poveri in cerca di un futuro più sicuro e più prospero, dall’altra ci sono migliaia di italiani che vanno all’estero in cerca di una posizione economica migliore.

Verso chi arriva in Italia è in corso una guerra che negli ultimi giorni ci ha portato anche la notizia di un accordo con il governo albanese per deportare temporaneamente una quota degli “sbarcati” in Albania.

Pur non essendo ancora chiari i termini dell’accordo, pare chiaro che l’accanimento contro queste persone stia raggiungendo livelli grotteschi che ci confermano la volontà di questo attuale governo di allestire una guerra senza quartiere al fenomeno migratorio in entrata.

Sul fenomeno migratorio in uscita invece non si fa assolutamente niente. Eppure ogni anno perdiamo quote di lavoratori qualificati, di laureati che non trovano più opportunità favorevoli nel loro paese facendoci perdere notevoli quantità di capitale investito per formarle. Tanto per fare un esempio pensiamo a quello che ogni anno lo stato prevede come spesa complessiva per l’accoglienza e che ammonta a circa 3,5 miliardi di euro e la sola perdita media di 25.000 laureati che rappresentano un investimento totale di più di 6 miliardi che vengono persi a favore di altri paesi per farci concorrenza.

Insomma, siamo sempre un paese di “trasmigratori” ma non siamo più certo un paese di “santi” e di “pensatori”.

Fonti:

ISTAT Stranieri residenti al 1° gennaio (istat.it)

Cruscotto_statistico_giornaliero_31-10-2023.pdf (interno.gov.it)

Anagrafe degli italiani residenti all’estero (A.I.R.E.) – INT00041 ed. 2022

Immigrati, bufala 35€ al giorno: quanti soldi ricevono veramente dopo il decreto Salvini (money.it)

Scheda informativa dell’UNHCR Italia, dicembre 2021 – Italia | ReliefWeb

Italy: Trieste migrant catastrophe ‘planned’ – InfoMigrants

Sbarchi e accoglienza: 10 anni tra alti e bassi – Comunicato stampa 19.4.2023 – Fondazione ISMU

Sbarchi e accoglienza dei migranti: tutti i dati | Ministero dell‘Interno

Un mondo in movimento: dati, trend e questioni aperte sul fenomeno migratorio (asvis.it)

World Migration Report 2022 | IOM Publications PlatformLa «rotta balcanica» che passa per il nord-est – Progetto Melting Pot Europa