Quando l’arte diventa denuncia

Il 26 aprile 1937, l’aviazione italo-tedesca guidata dalla Legione Condor con la partecipazione Aviazione Legionaria rase al suolo la cittadina di Guernica nei Paesi Baschi sulla costa atlantica.

Guernica dopo il bombardamento del 26 luglio 1937
Le rovine di Guernica (Die Ruinen von Guernica 5603/37)

Pochi giorni prima del bombardamento, Pablo Picasso aveva accettato la commissione di un dipinto dai repubblicani spagnoli per presentarlo all’esposizione mondiale di Parigi del 1937. I primi di Maggio si mise all’opera che finì il 30 di giugno, in tempo per l’apertura dell’EXPO ’37.

Il 12 Luglio 1937 il dipinto su tela di iuta della grandezza di 24 metri quadri veniva presentato nel padiglione della Repubblica Spagnola. Nell’opera c’è tutta la protesta contro la violenza, la distruzione e la guerra in generale. Il titolo è un chiaro messaggio contro coloro che perpetrarono quell’atto di guerra orribile ovvero gli oppressori nazi-fascisti.

Dopo l’EXPO l’opera fu trasferita in USA. Per espressa volontà di Picasso il dipinto sarebbe potuto ritornare in Spagna solo quando vi si fosse instaurato un regime democratico. Nel 1981, Guernica tornò in Spagna. Oggi è esposto nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid.