Conte, l’Uomo dei Penultimatum

Definito l’Uomo dei Penultimatum da Beppe Grillo, il Garante e Fondatore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, Presidente del relativo movimento, questa volta ha messo in subbuglio il Governo Draghi, gli Italiani e un tot di capi europei e non. L’unico a trarne soddisfazione è stato Vladimir Putin che, dopo la caduta di Jonhson, festeggia anche per la caduta di Draghi.

Di Maio Lascia i 5 Stelle

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Citare un antefatto ai fini di una più semplice comprensione dello stato d’animo in cui deve versare Conte è propedeuticamente necessario.

Il 21 giugno 2022, Luigi Di Maio, lascia i 5 Stelle per formare nuovi gruppi parlamentari alla Camera e in Senato perché in totale disaccordo con la linea adottata da Conte, fatta di veti e penultimatum al governo Draghi. E’ la scissione più importante in tutta la storia della Repubblica. L’appellativo di “traditore” gli verrà conferito dai rimanenti 5 Stelle e dallo stesso Grillo che lo considerava il suo gioiello più prezioso.

In precedenza, il fenomeno Di Maio, aveva pubblicato un libro dove riconosceva i tanti errori fatti durante la sua fortunata carriera politica scusandosi di svariati strafalcioni commessi nella sua vita precedente. Poi è arrivata la batosta delle amministrative e qualcosa è scattato in lui portandolo a una scissione epocale.

Il Decreto Aiuti

Forse sarà stato per la recente dipartita dell’ex capo politico, forse per la disfatta elettorale, fatto sta che Conte non vede di buon occhio ‘sto famigerato Decreto Aiuti che ha votato il 27 maggio a occhi chiusi. Ci sono un sacco di cose buone ma, cos’è quel via libera al Termovalorizzatore di Roma? E i cinghiali cosa mangeranno un domani? E quella norma che ostacola il percorso del 110% su vie più restrittive, ne vogliamo parlare?

E’ chiaro che Conte sta provando a ridare nuova verginità a un Movimento che per strada ha fatto tutto e il contrario di tutto. Ci vuole un ritorno alle origini o non ci vota più nemmeno quelli che hanno preso il Reddito di Cittadinanza!

Quindi? Allora alla Camera, il Decreto Aiuti, si vota senza Problemi, l’11 Luglio. Ma, al Senato, i 5 Stelle usciranno dall’Aula e non voteranno la fiducia, il 14 Luglio.

Non si comprende bene la ratio di un tale atteggiamento. Per me l’unico motivo, come si dice, il più pregnante, è che il 14 Luglio è l’anniversario della presa della Bastiglia, evento rivoluzionario per antonomasia. Conte ha in mente qualcosa di rivoluzionario ma di così rivoluzionario che non ritira nemmeno i suoi ministri dal governo.

Mario Draghi

Mario Draghi è l’attuale(ancora per poco?) Presidente del Consiglio. E’ un tecnico associato alla politica per necessità e per volere del nostro Presidente Mattarella. Non che non sia anche uomo politico e quel “whatever it takes” dovrebbe dimostrarcelo, ma è anche un uomo normale, slegato dalle alchimie proprie della politica.

Ricordo che ha rinunciato al compenso che spetta ai Presidenti del Consiglio. Dovrebbe essere più la passione e la devozione che lo spingono a condurre il suo ruolo. Non ci sono secondi fini. Ha sempre lavorato al servizio della comunità, prima come professore universitario, come collaboratore nei ministeri economici di diverse legislature, solo per 3 anni è stato in Goldman Sachs prima di essere chiamato a dirigere la Banca d’Italia e poi la Banca Centrale Europea. Tre anni su 47 di carriera non fanno di lui un “banchiere”.

Ma ritorniamo all’attualità dicendo che Draghi, dopo le esternazioni di Conte, manifesta l’intento di mandare all’aria il governo se i 5 Stelle non votano la fiducia. Notare che i 5 Stelle sono la forza politica che ha vinto le elezioni del 2018 e, probabilmente, per Draghi sono forza di governo imprescindibile. Come già detto, Draghi non è uomo politico a tutto tondo, è uomo pratico, pragmatico e con i suoi legittimi principi.

La Crisi

Il 14 Luglio 2022, in Senato, alla fiducia sul Decreto Aiuti i 5 Stelle lasciano l’aula. La fiducia c’è lo stesso ma la frittata è fatta.

Come promesso, Draghi da le dimissioni da Presidente del Consiglio ma Il Presidente Mattarella le respinge e fissa al 21 Luglio la parlamentarizzazione della crisi. Il 21 Luglio Draghi si presenterà alle Camere e quel giorno sapremo se abbiamo ancora un governo o no.

L’Ultimo Penultimatum

Ieri, 16 luglio, dopo tre giorni di direzione nazionale, Giuseppe Conte ha rilasciato una dichiarazione via FB che aveva registrato prima dell’ultima riunione coi 5 Stelle e senza rendergliela nota. Cosa dice in questa dichiarazione?

Ma, un mucchio di cose come sono avvezzi gli avvocati, ma in sostanza dice a Draghi: o si fa come dico io e allora rientro in maggioranza sennò si sta fuori e si vota via via a seconda del provvedimento.

Nemmeno un minimo di preoccupazione sul fatto che Draghi anticipi tutti dicendo che preferisce tornare a casa sua invece di farsi sbranare dai tanti animali politici che popolano le camere parlamentari. Niente! Come se non fosse successo niente di cui ci si possa preoccupare più di tanto.

Ma Draghi non è Leone, famoso per i suoi governi balneari in attesa di tempi migliori, ha una reputazione e penso proprio che ci tenga.

Caro Giuseppi, i tuoi penultimatum sono patetici. Perché, invece di pensare ai 5 Stelle, non fai un pensierino ai Bed and Breakfast? Si gestiscono più facilmente e poi con l’esperienza … potresti di nuovo tornare ai 5 Stelle!!

Cartoline di Saluti

trump e conte 2018
Donald Trump col suo amico Giuseppi nel 2018
putin e conte 2018
Kremlin.ru, Vladimir Putin with Giuseppe Conte (2018-10-24) 02, CC BY 4.0

Foto iniziale: Governo, Giuseppe Conte – Foto, CC BY 3.0