Nuovi Bombardamenti nel nuovo giorno di guerra.

Diciottesimo giorno. Il piano di bombardamenti russi che ha fissato il loro capo supremo ha aggiunto un nuovo obbiettivo, 30 missili cruise sulla base di Yavoriv, a 60 Km da Leopoli e a 20 Km dalla Polonia.

Yavoriv è la principale base di addestramento delle forze ucraine alla quale partecipano anche elementi di volontari europei che vanno in sostegno alla Resistenza Ucraina. Al momento il bilancio è di 35 morti e 134 feriti.

L’invasore deve far sentire sempre di più la sua forza opprimente su un popolo che ha il coraggio definire fratello.

Veicoli in fiamme sulla strada Kharkiv-Kiev Le persone si rifugiano nella metropolitana di Kiev
 Veicoli in fiamme sulla strada Kharkiv-Kiev 

Cherson è caduta e Putin vuole subito un referendum per accaparrarsi anche questo territorio come è già successo con Doneck e Luhansk.
Volnovakha, nel Donbas, è stata conquistata dagli invasori che l’hanno quasi completamente distrutta.
Altra città caduta è Melitopol, qui hanno arrestato il sindaco, accusato di terrorismo. La popolazione ha fatto una protesta per la sua liberazione, l’organizzatrice della manifestazione è scomparsa.
A Mariupol sciolgono la neve per bere acqua, sono senza luce, riscaldamento e cibo, 10 gradi sotto zero, 12 giorni di assedio.
Questo è quello che subisce il popolo ucraino da parte dell’esercito russo.
Idea perversa di fratellanza.

Ieri ci sono state, in tutta Europa, dimostrazioni in favore di una veloce risoluzione di pace per l’Ucraina. Di sostegno al popolo ucraino e di condanna a un’invasione che ricorda tristi precedenti storici, ma che può anche funzionare da precedente per il futuro. Vedi la Cina con Taiwan. Durante queste manifestazioni c’è stato un appello del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha chiesto aiuto all’Europa in tutte le forme possibili, anche quello militare attraverso la protezione dei cieli ucraini.

Rovine nell' Oblast di Chernijv
State Emergency Service of Ukraine, Chernihiv Oblast, 28.02.2022 (4) – ruins, CC BY 4.0

Qualche povero di spirito ha affermato che Zelensky vuol far scoppiare la terza guerra mondiale, penso invece che sia doveroso verso il suo popolo fare qualsiasi richiesta che continui a dare speranza a tutti quei cittadini ucraini che non si vogliono arrendere all’avanzata russa e hanno impugnato un arma per difendere la loro patria. Sa benissimo che il mondo libero non può fare quel passo, ma sa anche che sta cercando in ogni modo una risoluzione diplomatica e provvede a inviargli aiuti di ogni genere per il suo popolo e per la Resistenza.
Già, la Resistenza.
I filosofi nostrani della Resistenza, oggi, ci raccontano che i nostri nonni e bisnonni che resistettero lo fecero avendo il supporto degli Alleati, e gli ucraini sono da soli. Quindi meglio arrendersi.
Non sono d’accordo, anche io credo che il popolo ucraino abbia diritto a combattere contro un invasore che pensava di risolvere la pratica in pochi giorni.
Gli ucraini, considerati come fratelli dai russi, avrebbero aperto le loro porte ai “liberatori” e il Presidente “attore comico” sarebbe fuggito per mettere in salvo la sua vita. Questo, forse, era il progetto di Putin.
Non è andata così. Gli ucraini, prima si sono riversati in protesta sulle strade poi hanno imbracciato le armi per difendere la loro terra e la loro libertà. Zelensky è rimasto al suo posto, a Kiev, ed è diventato il simbolo del suo popolo.

Anche l’Europa, che a Putin è parsa smarrita e incapace di una politica estera efficace in questi ultimi anni, si è compattata attorno a questa vicenda. Finalmente si è accorta di quanto sia importante avere una politica di sicurezza unitaria che metta da parte i sovranismi locali.
L’Europa ha il compito di diventare una vera potenza mondiale che rappresenti insieme agli USA le istanze del mondo libero, del modello democratico nello scacchiere mondiale.